Presentazione

 

È indubbiamente un paese a misura d’uomo nel senso pieno del termine, un autentico gioiello dal profilo paesaggistico e, pertanto, ammirato ed invidiato da luganesi e turisti. Basti citare il nucleo ben ristrutturato e soprattutto ben tenuto, con la solida e lodevole preoccupazione di salvaguardare le sue antiche peculiarità costruttive, che si manifestano in alcune pregevoli dimore e in un acciottolato di splendida fattura. Vi si respira un’umanità piena e calda. Ma c’è anche, e specialmente, il laghetto (di proprietà del Patriziato mentre il sedime attorno al bacino è a carattere comunale) che dà un tono di serenità e di «intimità» a questa località «sommersa» dal verde, e tutt’attorno una miriade di ville e casette unifamiliari protette da rigogliose cinte a riparo da occhi indiscreti, anche se sono innumerevoli i gitanti che quasi per abitudine frequentano Origlio per la camminata domenicale o per dare ossigeno al corpo e in particolare allo spirito.

Insomma, qui più che in tanti altri luoghi  ci si sente a proprio agio, ci si muove con piacere, si provano emozioni calde e forti. Non a caso, un sondaggio effettuato dalla Supsi e che ha coinvolto la metà della popolazione rivela con chiara evidenza che la gente del luogo è ampiamente soddisfatta del sito e delle autorità, sapendo di vivere in un contesto socioeconomico dallo sviluppo misurato ed ordinato, con ottime strutture a carattere pubblico, servizi efficienti, un habitat relativamente tranquillo (a parte il traffico sulla dorsale che sfiora il cuore del villaggio in direzione di Taverne-Torricella) e, soprattutto, una cornice ambientale di straordinario fascino, abbinato ad una riposante ed apprezzata tranquillità e ad una spiccata accoglienza. È insomma, Origlio, un Comune a carattere squisitamente residenziale, ma non per questo semplice dormitorio, considerando che vi è una buona partecipazione alla vita locale e, d’altronde, l’animazione è data non soltanto dall’assidua frequentazione della zona attorno al laghetto ma anche dalla presenza di molte famiglie con bambini, senza trascurare un’altra peculiarità del paese, vale a dire le scuole di equitazione che richiamano molti patiti di questo sport particolarmente rilassante e a diretto contatto con la natura. In questo senso, si può parlare davvero di un paese particolarmente fortunato, avendo privilegiato l’insediamento di case unifamiliari ed essendo dotato di tutte le infrastrutture essenziali in funzione di uno sviluppo equilibrato e, ripetiamo, a misura d’uomo. Citiamo, in particolare, la nuova casa comunale (inaugurata nel 1988) che si presenta particolarmente funzionale ed ampia; la ristrutturazione del vecchio Municipio (1992) per ricavarne al 1° priano un locale mensa per i bambini della Scuola elementare e al PT uno spazio adibito ad attività culturali; la Scuola dell’infanzia con annesso parco giochi (1991) e successiva creazione della 2a sezione e del refettorio mensa (2013) ; il campo di calcio comunale con relative strutture (1990); il rifacimento dell’acciottolato nel nucleo con la posa delle nuove sotto strutture (opera ultimata nel 1994); un nuovo bacino dell’acqua potabile in località Turriano con relative condotte di approvvigionamento da Cureglia (1989); la formazione di un marciapiede lungo la strada cantonale Origlio-Carnago e relative sottostrutture (1993); l’esproprio di terreni nella zona di protezione attorno al lago e l’ultimazione delle opere del Piano generale delle canalizzazioni (2007), diversi interventi di moderazione del traffico sulla strada cantonale per migliorare la sicurezza dei pedoni (rotonda a Carnago, completamento marciapiedi, realizzazione percorsi pedonali, introduzione zona 30 km/h, ecc.); la valorizzazione delle aree attorno al laghetto di Origlio (rinaturazione riale Brusada, rifacimento sentieri, creazione oasi ricreativa); posa dei numeri civici (2012); inizio lavori di risanamento delle Scuole elementari consortili (2013); mentre adesso è una realtà la moderazione del traffico all’incrocio di Carnago e in zona Municipio. Tutto ciò, ovviamente, ha dirette ripercussioni dal profilo demografico: infatti, la popolazione dopo essere rimasta più o meno inalterata per secoli – a partire dal 1970 (350 abitanti, con un aumento del 50,1% rispetto a dieci anni prima) ha cominciato a registrare un considerevole aumento (tra il 1980 e il 1990 l’incremento è stato del 90% ed oggigiorno si è a 1417 anime). Il che ha comportato anche un progressivo e sensibile mutamento della composizione dei residenti, vale a dire negli ultimi lustri Origlio ha vissuto profondissimi cambiamenti al suo interno. E così, da paese prettamente agricolo e artigianale si è vieppiù trasformato in apprezzata e distinta località residenziale per professionisti attivi nel settore terziario, come verificatosi in numerosi altri villaggi della periferia luganese. Ancora negli anni Cinquanta, invece, questo Comune era conosciuto per la coltivazione di vigneti, per la produzione di formaggi, in particolare di «stracchini» (formaggi a pasta molle), insomma per l’attività agricola, e per la presenza, ovviamente, del laghetto grandemente amato soprattutto dai confederati. Nei secoli precedenti, era stato il flusso migratorio ad interessare il villaggio, soprattutto con i suoi stuccatori nel contesto di quell’importantissimo fenomeno degli «artisti dei laghi», che – nei secoli scorsi e fino ai primi dell’Ottocento – emigrarono in tutta Europa, portando la loro perizia nel campo della costruzione e della decorazione. Negli ultimi decenni, per contro, il flusso si è invertito ed Origlio ha accolto numerosi nuovi abitanti provenienti tanto da sud quanto da nord, soprattutto confederati, attratti da valori turistico-residenziali di notevole valenza. A proposito della sua collocazione, segnaliamo che il Comune di Origlio ha una superficie di 211 ettari; un tempo, le proprietà del Patriziato arrivavano fino al Vedeggio, poi il sedime fu ceduto a Taverne. Il territorio è vario, la zona collinare sale fino al colle di San Zeno a Lamone e al San Bernardo di Comano. È dunque un paese situato a pochi chilometri da Lugano, eppure ancora in zona di... campagna, per cui non è «strozzato» dalle grandi vie di traffico, ferrovia ed autostrada con tutto quanto esse comportano in fatto di rumore e di disturbo, ma al tempo stesso ne può fruire agevolmente, siccome l’imbocco autostradale di Lugano-nord è a non più di quattro chilometri dal villaggio, e la stazione è a Taverne, tre chilometri in basso. Da questo punto di vista, insomma, Origlio è ubicato in una posizione privilegiata, cui vanno aggiunte la gradevolezza del paesaggio, la collocazione collinare e il clima mite.